
I carabinieri sequestrano parte del parco Iris per i permessi irregolari. Amministratori e tecnici al soldo di imprenditori
Non solo le misure cautelari per politici, tecnici e imprenditori a Teverola. I Carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Aversa hanno dato esecuzione anche al sequestro preventivo, emesso dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, del plesso residenziale Parco Iris, in località Madama Vincenza, in parte ancora da realizzare e le unità immobiliari oggetto di compravendita. Sotto chiave anche un fabbricato per civile abitazione in via F.lli Bandiera. I sequestri sono stati eseguiti contestualmente alle misure cautelari personali (4 agli arresti domiciliari e 4 divieti di dimora).
“Amministratori al servizio di privati in cambio di soldi”
L’inchiesta, svolta per diversi anni e rivelatasi particolarmente proficua sin dalle sue prime battute, è stata eseguita mediante l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, associate a servizi di osservazione e pedinamento e si è giovata di rilevanti acquisizioni di atti e documenti presso il Comune di Teverola. Nell’arco temporale in cui si sono svolte le indagini, è emerso come “gli amministratori al vertice del Comune di Teverola hanno asservito la loro funzione agli interessi privati, ponendo in essere condotte contrarie ai loro doveri di ufficio e/o assecondando le richieste dei privati in cambio di denaro e di altre diverse utilità”, si legge in una nota firmata dal Procuratore Capo di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alcuni permessi a costruire sarebbero stati rilasciati a seguito di numerosi contatti tra gli amministratori e i beneficiari, spesso con l’intermediazione di tecnici, pienamente coinvolti e consapevoli della illiceità delle loro condotte.
Le intercettazioni
Sono stati, inoltre, ricostruiti episodi di corruzione che vedevano coinvolti l’allora ex primo cittadino, alcuni componenti della Giunta e del Consiglio Comunale e vari imprenditori e privati cittadini e sono stati individuati precisamente gli atti amministrativi oggetto dell’interesse dei corruttori. Le vicende corruttive descritte nell’ordinanza cautelare emergevano nitidamente dalle operazioni di intercettazione eseguite sull’utenza e all’interno del veicolo dell’ex sindaco (dal 2005 al 2015) Biagio Lusini, poi divenuto consigliere comunale di minoranza nell’amministrazione guidata da Tommaso Barbato (anche lui finito agli arresti). Lo stesso pianificava una rilevante attività di speculazione edilizia presso una vasta area agricola ubicata nel territorio comunale di Teverola, divenuta edificabile attraverso la rivisitazione del piano urbanistico comunale approvato in Consiglio Comunale.

Il doppio ruolo di Lusini
Lusini, ricoprendo la duplice veste all’epoca dei fatti sia di consigliere comunale di minoranza che di imprenditore di fatto della società che doveva realizzare il complesso edilizio, nella piena consapevolezza dell’illiceità dell’intero progetto edificatorio di cui sarebbe stato, unitamente ad altre figure, il principale ideatore, avrebbe svolto il ruolo di mediatore tra il proprietario dei terreni agricoli oggetto dei permessi di costruire e figure apicali della giunta comunale, tra cui il sindaco Barbato e l’assessore ai lavori pubblici Pasquale De Floris.
Mazzette a sindaco e assessore per i permessi
Barbato e De Floris, dietro l’accettazione della promessa di una consistente somma di denaro, si sarebbero adoperati per far ottenere i titoli edilizi al proprietario dei terreni, grazie all’interessamento del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, che sarebbe stato chiamato dai politici a ricoprire l’incarico nella compagine amministrativa comunale.
“Contesto inquietante”
Le indagini eseguite avrebbero fatto emergere un “contesto a dir poco inquietante ed una attività amministrativa illecita protrattasi per lungo tempo in cui i rapporti tra pubblico e privato erano saldamente finalizzati ad ottenere vantaggi, nella costante violazione delle leggi che disciplinano l’azione amministrativa”, commenta il procuratore capo Troncone. L’attività d’indagine eseguita nel 2023, infatti, avrebbe consentito di accertare un contesto, se possibile, ancor più grave rispetto ai fatti accertati precedentemente nel triennio (2019-2021), confermando la totale gestione della macchina amministrativa da parte di soggetti esterni, con la complicità del sindaco Barbato, risultato materialmente al soldo di tutto l’entourage politico/imprenditoriale gravitante nell’orbita dei soggetti indagati.
—
Il doppio ruolo di Lusini con la complicità di Barbato, tecnici e politici: “Contesto inquietante”
https://www.casertanews.it/cronaca/corruzione-arresti-teverola-ruolo-lusini-barbato-sequestri.html
© CasertaNews
